Questo approfondimento è dedicato ad un tema molto richiesto quando si parla di carte prepagate. Vogliamo risolvere la questione della pignorabilità delle carte prepagate. Scoprirai cosa si intenda per pignoramento, ti parleremo della tracciabilità delle carte prepagate e ti spiegheremo quando è possibile pignorare una carta prepagata.
Cos’è il pignoramento
Secondo le leggi in vigore, si parla di pignoramento quando viene messo in atto un procedimento di esproprio forzato di un bene. Il pignoramento in altre parole è l’atto con il quale l’ufficiale giudiziario sottrae un bene a garanzia di un credito fino a quel momento non soddisfatto. Il credito può essere vantato sia da un privato sia da un soggetto pubblico.
Secondo il codice civile sono pignorabili tutti i beni posseduti al momento dell’atto e i beni di cui si entrerà in possesso in futuro, sia mobili sia immobili. Semplificando ne consegue che possono essere pignorati tutti gli oggetti, le costruzioni e i crediti posseduti.
I beni impignorabili
Non tutti i beni possono essere soggetti a pignoramento. Alcune categorie ne sono infatti escluse. È il caso dei sussidi necessari al sostentamento della persona come ad esempio il sussidio di maternità o la pensione sociale versata dall’INPS.
Per quanto riguarda i beni immobiliari, la prima casa non è pignorabile per i debiti tributari, mentre lo è per altre tipologie di debito. Come è facile intuire, la materia è piuttosto complessa e non è possibile trattarla in questa sede in modo più approfondito. Torniamo invece a trattare nello specifico della pignorabilità delle carte prepagate, a partire dalla tracciabilità e conservazione dei dati ad esse relativi.
Prepagate e tracciabilità
Le transazioni ed il saldo presente su una carta prepagata sono del tutto paragonabili a quelli relativi alle altre carte di pagamento, ai conti correnti e ai conti deposito. Questo significa che anche i movimenti delle carte prepagate possono essere soggetti a tracciabilità da parte delle banche e degli istituti emittenti.
Secondo le leggi in vigore, le banche sono sottoposte all’obbligo di invio dei dati relativi alle transazioni bancarie, che vengono trasmessi periodicamente all’Agenzia delle Entrate. Non fanno eccezione nemmeno le carte prepagate, soprattutto per quanto riguarda le carte dotate di IBAN, talvolta denominate carte conto.
È bene precisare che anche le operazioni effettuate con una carta prepagata sono quindi soggette a tracciabilità e che di conseguenza le carte devono essere utilizzate nel pieno rispetto della legge, come del resto vale per ogni operazione bancaria o tramite gli strumenti di pagamento.
Quando è possibile il pignoramento
Da quanto detto nel paragrafo precedente, consegue che anche le carte prepagate possono essere oggetto di tracciabilità del saldo e dei movimenti. Le prepagate inoltre costituiscono a tutti gli effetti di legge un deposito di denaro riconducibile ad un soggetto specifico.
Le carte prepagate sono pignorabili quindi? La riposta è sì, nei limiti previsti in generale per il pignoramento. Il saldo presente sulla carta può quindi essere oggetto di un atto di pignoramento in caso di debiti verso terzi o verso la pubblica amministrazione.
Pignorabilità delle prepagate estere
Se è vero che le carte prepagate sono pignorabili, è pur vero che questa procedura è più complessa quando la carta prepagata non è stata emessa in Italia. Le procedure di controllo e di conseguenza di pignoramento sono meno immediate.
Ciò non significa però che le carte prepagate estere possano essere utilizzate in deroga alle leggi in vigore. Ti ricordiamo a tal proposito che operazioni non dichiarate possono comportare la contestazione di reati anche gravi quali l’omissione di dichiarazione o l’evasione fiscale.
Per altri approfondimenti sulla carte prepagate, ti consigliamo di leggere anche le altre guide presenti sul sito.
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